Impostazioni della fotocamera per l'aurora
Inserisci fotocamera e obiettivo per ottenere un'esposizione di partenza. Poi regola dopo il primo scatto di prova.
Treppiede, messa a fuoco manuale su una stella luminosa, autoscatto di 2 secondi, RAW.
Impostazioni di partenza
Fotocamera su treppiede, messa a fuoco manuale sull'infinito (verifica ingrandendo una stella luminosa sul display), obiettivo grandangolare alla massima apertura. Poi regola in base all'aurora.
- Aurora debole o ferma: ISO 1600–3200, f/2.8, 10–15 secondi.
- Aurora media: ISO 1600, f/2.8, 5–8 secondi.
- Aurora forte e veloce: ISO 1600–3200, f/1.8–2.8, 1–4 secondi, per non impastare i raggi.
- Bilanciamento del bianco fisso intorno a 3500–4000 K e formato RAW.
Con lo smartphone
I telefoni recenti con modalità notte riprendono l'aurora sorprendentemente bene. Appoggia il telefono su un piccolo treppiede o su una superficie stabile, disattiva il flash e lascia che la modalità notte scelga tempi di 3–10 secondi. Se il telefono ha una modalità manuale, prova ISO 800–1600 e 5 secondi.
Il 10–11 maggio 2024 gran parte delle foto italiane dell'aurora è stata scattata così: il sensore registrava un rosso che l'occhio percepiva appena.
Gli errori più comuni
Il primo è la messa a fuoco: l'autofocus al buio cerca senza trovare, e una foto leggermente sfocata si nota solo a casa. Il secondo sono i tempi troppo lunghi: con un'aurora veloce, 20 o 30 secondi trasformano raggi nitidi in una macchia verde uniforme. Il terzo è la frontale bianca accesa vicino al gruppo, che rovina gli scatti a chi ti sta intorno.
Composizione e freddo
L'aurora da sola stanca presto. Inserisci un primo piano: una baita, un lago ghiacciato, una sagoma umana illuminata per un secondo dalla frontale. In Italia, durante una tempesta, una cima alpina o un borgo collinare con l'orizzonte nord libero rendono la foto riconoscibile.
Al freddo le batterie si scaricano in fretta: tienine di scorta in una tasca interna. Al rientro lascia la fotocamera chiusa nella borsa per un'ora, così eviti la condensa su obiettivo e sensore. E non dimenticare di alzare gli occhi dal display ogni tanto.