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Glossario dell'aurora boreale

Le previsioni dell'aurora sono piene di sigle inglesi e termini tecnici. Questo glossario non segue l'ordine alfabetico: parte dalle parole che incontri per prime in un'app o in un bollettino, poi passa a quelle che servono sul posto.

Le parole delle previsioni

Kp: indice da 0 a 9, diviso in terzi (5-, 5, 5+), che misura il disturbo del campo magnetico terrestre su intervalli di tre ore. Più è alto, più a sud si spinge l'aurora. In Italia serve Kp 9 a occhio nudo; in foto, al Nord, a volte bastano 6–7.

Scala G della NOAA: classificazione delle tempeste geomagnetiche. G1 corrisponde a Kp 5, G2 a Kp 6, G3 a Kp 7, G4 a Kp 8, G5 a Kp 9. La tempesta del 10–11 maggio 2024 fu un G5.

Tempesta geomagnetica: periodo in cui il campo magnetico terrestre è fortemente disturbato dal vento solare, convenzionalmente da Kp 5 in su.

Vento solare: flusso continuo di particelle cariche emesso dal Sole, con una velocità tipica di 300–400 km/s.

Bz: componente nord-sud del campo magnetico interplanetario. Quando è negativa, rivolta a sud, l'energia del vento solare entra più facilmente nella magnetosfera. È il valore più importante da guardare in tempo reale.

Bt: intensità totale del campo magnetico interplanetario, misurata in nanotesla. Un Bt alto con Bz negativo promette bene.

nT (nanotesla): unità di misura dei campi magnetici deboli usata per Bz e Bt.

Densità: numero di particelle del vento solare per centimetro cubo. Un aumento improvviso spesso segnala l'arrivo di una CME.

DSCOVR: satellite posto a circa 1,5 milioni di km dalla Terra, nel punto L1, che misura il vento solare con 30–60 minuti di anticipo.

OVATION: modello della NOAA che stima la posizione e l'intensità dell'ovale aurorale nei 30 minuti successivi.

Il Sole e le sue tempeste

CME (espulsione di massa coronale): nube di plasma lanciata dal Sole nello spazio. Se è diretta verso la Terra arriva in 1–4 giorni e può provocare le tempeste più forti.

Brillamento solare: lampo di radiazione in una regione attiva del Sole, classificato con le lettere C, M e X. Da solo non porta aurore, ma spesso accompagna una CME.

Buco coronale: zona della corona solare da cui il vento solare esce più veloce. Produce aurore moderate e ripetute.

Ricorrenza di 27 giorni: il Sole ruota su sé stesso in circa 27 giorni visto dalla Terra, quindi un buco coronale che ha prodotto aurore tende a ripresentarsi dopo quattro settimane.

Macchie solari: aree scure e più fredde della superficie solare con campi magnetici intensi. Il loro numero misura l'attività del Sole.

Ciclo solare: oscillazione di circa 11 anni nel numero di macchie. Il ciclo 25 ha raggiunto il massimo intorno alla fine del 2024.

Shock: brusco salto di velocità, densità e campo del vento solare all'arrivo di una CME. Spesso è il segnale che la tempesta sta per cominciare.

Evento di Carrington: la tempesta geomagnetica del settembre 1859, la più forte documentata, con aurore visibili fino ai tropici.

La geografia dell'aurora

Ovale aurorale: anello attorno a ciascun polo magnetico dove l'aurora si forma con maggiore frequenza. Passa sopra il nord della Scandinavia, l'Islanda, il nord del Canada e l'Alaska.

Latitudine magnetica: latitudine misurata rispetto al polo magnetico invece che a quello geografico. È quella che decide quanto sei vicino all'ovale; a parità di latitudine geografica, l'Europa è più lontana dal polo magnetico rispetto al Nord America.

Magnetosfera: la «bolla» creata dal campo magnetico terrestre che devia gran parte del vento solare.

Ionosfera: strato dell'alta atmosfera, tra circa 60 e 1.000 km, ionizzato dal Sole. È qui che l'aurora si accende.

Mezzanotte magnetica: il momento in cui un luogo si trova sul lato notturno esattamente opposto al Sole rispetto al polo magnetico. In Scandinavia cade in media verso le 22:00–23:30 ora locale ed è spesso il momento più attivo.

Aurora australe: l'aurora dell'emisfero sud, visibile da Tasmania, Nuova Zelanda, Patagonia e Antartide.

Quello che vedi in cielo

Arco: fascia luminosa che attraversa il cielo da est a ovest, spesso la prima forma della serata.

Cortina: aurora con pieghe verticali che ricordano un tendaggio, tipica delle fasi più attive.

Corona: raggi che sembrano convergere in un punto sopra l'osservatore, quando l'aurora passa allo zenit.

Substorm: fase esplosiva in cui l'aurora si illumina e si muove velocemente per 10–30 minuti, spesso dopo un periodo di calma.

Aurora pulsante: chiazze che si accendono e si spengono ogni pochi secondi, comune nella seconda metà della notte.

Verde 557,7 nm: emissione dell'ossigeno atomico tra circa 100 e 250 km di quota, il colore più comune.

Rosso 630 nm: emissione dell'ossigeno sopra i 200 km. È il colore delle aurore viste dall'Italia.

Azoto: responsabile dei bordi rosa e dei toni blu-viola, nelle parti più basse o illuminate dal Sole.

Arco SAR: arco rosso stabile e uniforme, visibile durante tempeste forti anche a latitudini medie.

STEVE: nastro viola-biancastro, spesso con strisce verdi a «staccionata». Non è un'aurora classica ma un flusso di gas caldo nell'ionosfera.

Parole utili sul posto

Adattamento al buio: i circa 20 minuti che servono all'occhio per raggiungere la massima sensibilità notturna. Basta uno schermo luminoso per azzerarlo.

Bastoncelli e coni: cellule della retina. I bastoncelli funzionano al buio ma non vedono i colori, per questo l'aurora debole appare grigia.

Scala di Bortle: classificazione da 1 a 9 del buio del cielo. Per l'aurora conviene stare a 4 o meno.

Notte polare: periodo in cui il Sole non sorge sopra l'orizzonte, a Tromsø da fine novembre a metà gennaio circa.

Revontulet: nome finlandese dell'aurora, «fuochi della volpe».

Nordlys e norrsken: i nomi dell'aurora in norvegese e in svedese, che troverai su cartelli, tour e menù.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra Kp e Bz? Il Kp descrive quanto è già disturbato il campo magnetico terrestre, mediato su tre ore. Il Bz è un dato in tempo reale sul vento solare in arrivo: anticipa ciò che il Kp registrerà dopo.

Cosa significa G5? È il livello massimo della scala NOAA delle tempeste geomagnetiche, pari a Kp 9. Succede poche volte per ciclo solare, e in quei casi l'aurora può essere fotografata anche dall'Italia.

Perché l'aurora si chiama boreale? Da Borea, il vento del nord della mitologia greca. Il nome «aurora borealis» viene di solito attribuito a Galileo.

Che cos'è il punto L1? Un punto di equilibrio gravitazionale tra Terra e Sole a circa 1,5 milioni di km da noi. I satelliti che vi stazionano vedono il vento solare prima che ci raggiunga.

Ultima revisione: 16 ottobre 2026