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Il ciclo solare e l'aurora: cosa aspettarsi nel 2026 e nel 2027

Il Sole ha un ritmo di circa 11 anni, e l'aurora lo segue. Il massimo dell'attuale ciclo 25 è arrivato intorno alla fine del 2024, ma la stagione delle grandi tempeste non si chiude con il picco: anche negli anni successivi possono arrivare tempeste forti, anche se meno frequenti.

Un Sole che respira ogni 11 anni

Le macchie solari sono zone in cui il campo magnetico del Sole è particolarmente concentrato. Il loro numero sale e scende con un periodo medio di circa 11 anni: al minimo possono passare settimane senza una macchia, al massimo se ne contano a centinaia. Gli astronomi le contano dal Seicento, e anche Galileo le osservò e le disegnò.

Dove ci sono macchie ci sono brillamenti ed espulsioni di massa coronale, le CME, cioè le nubi di plasma che provocano le tempeste geomagnetiche più forti. Più macchie significa, in media, più CME dirette verso la Terra e quindi più notti di aurora anche lontano dai poli.

Il ciclo 25: dove siamo

Il ciclo 25 è iniziato a fine 2019. All'inizio le previsioni ufficiali lo davano debole, simile al ciclo 24, uno dei più fiacchi dell'ultimo secolo. Si è rivelato più vivace del previsto, e il massimo del numero di macchie è stato raggiunto intorno alla fine del 2024.

Il 2024 ha regalato due tempeste che in Italia ricordiamo bene. Il 10–11 maggio una tempesta G5, la prima di quella intensità dal 2003, ha portato l'aurora sopra tutta l'Europa: foto dalle Alpi, dalla Pianura Padana, dalla Toscana, dalle Marche e dal centro-sud. Il 10 ottobre una tempesta G4 ha replicato, con cieli rossi e magenta fotografati in gran parte del Nord e del Centro.

Perché il 2026 e il 2027 restano interessanti

Dopo il massimo il numero di macchie cala lentamente, ma le tempeste forti non spariscono. Nella fase discendente aumentano i buchi coronali di lunga durata, che emettono flussi veloci di vento solare e producono aurore moderate e ripetute ogni 27 giorni. Per Tromsø, Abisko o la Lapponia finlandese questo significa molte notti attive.

Anche alcune delle tempeste più violente della storia sono arrivate dopo il picco. La grande tempesta di fine ottobre 2003, quella dell'aurora rossa vista in Italia, è avvenuta circa due anni dopo il massimo del ciclo 23. Non è una regola fissa, ma è un buon motivo per non rimandare il viaggio al prossimo massimo, atteso intorno al 2035–2036.

Il calendario dei prossimi inverni

Questo calendario è indicativo: i cicli solari non sono regolari come un orologio, e una singola CME può fare eccezione in qualsiasi anno.

  • Inverno 2026–2027: attività in calo ma ancora vivace; tempeste G3–G4 possibili, anche se meno frequenti che nel 2024, e molte notti attive sotto l'ovale.
  • Inverno 2027–2028: attività in calo graduale, buchi coronali frequenti, aurore regolari in Lapponia e Norvegia.
  • 2028–2031: discesa verso il minimo. Le aurore sotto l'ovale continuano quasi ogni notte serena, quelle a basse latitudini diventano rare.
  • Intorno al 2030–2031: minimo previsto, poi la risalita verso il ciclo 26.

Come si misura un ciclo solare

Il numero che vedi nei grafici è il numero di macchie solari, calcolato ogni giorno da osservatori di tutto il mondo e mediato su più mesi. Il massimo e il minimo di un ciclo si stabiliscono solo a posteriori, guardando questa media: per questo, quando si legge «il massimo è arrivato a fine 2024», lo si dice con qualche mese di ritardo.

Un altro indicatore è il flusso radio del Sole a 10,7 cm di lunghezza d'onda, che segue da vicino l'attività magnetica. Per chi caccia aurore, però, la cosa più utile resta il conteggio delle tempeste: quante notti con Kp 5 o più si sono avute nell'anno. L'archivio del sito mostra chiaramente come queste notti si addensino negli anni intorno al massimo e si diradino verso il minimo.

C'è poi un dettaglio che spesso sfugge: due cicli consecutivi non sono mai uguali. Alcuni hanno un picco netto, altri un altopiano lungo o due picchi separati da un anno o più. Il ciclo 25 ha avuto un 2024 particolarmente intenso, e la fase attiva si è prolungata nel 2025.

Cosa cambia per te, in pratica

Se vai sotto l'ovale aurorale, a Tromsø, Abisko, Kiruna, Rovaniemi o in Islanda, il ciclo solare conta meno di quanto si pensi. Anche negli anni di minimo l'aurora compare in buona parte delle notti limpide: è più tranquilla, meno spesso esplosiva, ma c'è.

Il ciclo pesa molto di più se speri di vederla da latitudini medie: dalla Scozia, dalla Danimarca, dalla Germania, e a maggior ragione dall'Italia. Lì le occasioni dipendono quasi solo dalle grandi tempeste, che si concentrano negli anni intorno al massimo.

In breve: per un viaggio al nord il ciclo è un bonus. Per l'aurora vista da casa, invece, gli anni fino al 2027 restano, pur in calo, la finestra migliore fino al prossimo massimo, atteso verso la metà degli anni 2030.

Le tempeste storiche viste dall'Italia

L'evento di Carrington del 1–2 settembre 1859 è la tempesta geomagnetica più intensa mai documentata. L'aurora fu vista a latitudini tropicali e le cronache dell'epoca, anche italiane, parlano di cieli rossi e di telegrafi impazziti.

Il 25–26 gennaio 1938 un'aurora rossa fu vista in gran parte d'Europa, Italia compresa. In alcuni paesi venne letta come un presagio della guerra imminente.

Più vicino a noi, la tempesta di fine ottobre 2003 e quella del 10–11 maggio 2024 restano i due riferimenti per chi in Italia ha alzato gli occhi verso nord. L'archivio delle tempeste del sito raccoglie ogni notte con Kp 5 o più dal 1989, con le località da cui l'aurora era visibile.

Domande frequenti

Il massimo solare è già passato: è troppo tardi per l'aurora? No. Il 2026 e il 2027 restano anni ancora attivi, anche se meno del 2024, e nella fase discendente i buchi coronali portano aurore frequenti alle alte latitudini.

Quando sarà il prossimo massimo solare? Se il ciclo 26 seguirà la durata media, intorno al 2035–2036. Le previsioni a così lungo termine sono però molto incerte.

Rivedremo presto l'aurora in Italia? È possibile nei prossimi anni, ma nessuno può prevederlo con mesi di anticipo. Le tempeste da Kp 8–9 si annunciano con uno o due giorni di preavviso.

Il ciclo solare influisce sul clima? Le variazioni di energia solare durante il ciclo sono molto piccole, circa lo 0,1%, e non spiegano il riscaldamento globale degli ultimi decenni.

Ultima revisione: 16 ottobre 2026